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sabato 13 aprile 2024

L'ultima volta che siamo stati bambini (2023) ***

Regia: Claudio Bisio
Sceneggiatura: Claudio Bisio, Fabio Bonifacci
Attori principali: Alessio Di Domenicantonio, Vincenzo Sebastiani, Carlotta De Leonardis, Lorenzo McGovern Zaini
Paese di produzione e anno di uscita in Italia: Italia - 2023
Durata: 1h 30 min.

Trama: Vanda, Italo, Cosimo hanno dieci anni e, nonostante la Seconda guerra mondiale, conoscono ancora il piacere del gioco che condividono con l'amico Riccardo che è ebreo. Il giorno in cui scompare decidono che non si può attendere: i tedeschi, che devono averlo portato via con un treno, debbono essere resi consapevoli del fatto che il loro amico non ha alcuna colpa per cui essere punito. Si mettono quindi in marcia seguendo la strada ferrata. A cercare di raggiungerli ci sono Vittorio, fratello di Italo e milite fascista che ha subìto una ferita, e la suora dell'Istituto per gli orfani che ospita Vanda.

Commento: film semplice, recitato da bambini con un ritmo lento da bambini, che tratta un tema pesante con la leggerezza dei bambini. Pulito.

Altre recensioni:
- Decine21: assente
- Mymovies: 4 / 5 stelle
- FamilyCinemaTv: 7 / 10 stelle

domenica 17 marzo 2024

One life (2023) ***

Regia: James Hawes
Sceneggiatura: Lucinda Coxon, Nick Drake
Attori principali: Anthony Hopkins, Johnny Flynn, Lena Olin, Helena Bonham Carter
Paese di produzione e anno di uscita in Italia: Gran Bretagna - 2023
Durata: 1h 50 min.

Trama: 1938. Vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Nicholas Winton, londinese, 29 anni, agente di borsa, avvertendo la minaccia dell'invasione della Germania di Hitler organizza un piano di salvataggio, noto come "Operazione Kindertransport" per centinaia di bambini, molti di religione ebraica, prima dell'inizio del conflitto. Grazie a Martin Blake, che gli aveva chiesto di andare a Praga per aiutarlo a coordinare le operazioni del Comitato Britannico per i rifugiati della Cecoslovacchia e altre figure centrali come Doreen Warriner e di sua madre Babette che intanto collaborava da Londra, Winton riesce a far partire otto treni con a bordo centinaia di bambini che raggiungono la Gran Bretagna dove vengono ospitati da famiglie affidatarie. Ne era previsto un nono, ma il giorno in cui doveva partire, il 1° settembre 1939, Hitler ha invaso la Polonia e i confini in Europa sono stati chiusi. Nella seconda metà degli anni '80, l'impegno di Winton viene finalmente riconosciuto pubblicamente quando ha avuto l'occasione di incontrare quei bambini ormai adulti nel corso della trasmissione della BBC That's Life!. Alla fine ne ha salvati 669 dai campi di concentramento e verrà denominato come lo "Schindler britannico".

Commento: storia molto potente resa attraverso una pellicola piuttosto piatta, senza un guizzo di pathos; uno Schindler molto british, di gran lunga inferiore a Perlasca. Mymovies lo definisce "uno dei film più belli sull'Olocausto": discutibile.

Altre recensioni:
- Decine21: 7 / 10 stelle
- Mymovies: 4,5 / 5 stelle
- FamilyCinemaTv: 6 / 10 stelle

martedì 20 novembre 2012

La finestra di fronte (2003) *

Regia: Ferzan Özpetek
Attori principali: G. Mezzogiorno, M. Girotti, R. Bova, F. Nigro
Paese di produzione e anno di uscita in Italia: Italia, Regno Unito, Turchia, Portogallo - 2003
Titolo originale: La finestra di fronte
Durata: 106 min.

Trama: Giovanna (G. Mezzogiorno) è una giovane moglie non molto soddisfatta della propria vita; ha due figli da crescere e un marito (F. Nigro) che passa da un lavoro precario all'altro. Un giorno si ritrova in casa un anziano signore, spaesato e privo di memoria. Inizialmente è riluttante a prendersi cura di Simone (M. Girotti), così crede si chiami, ma man mano si affeziona all'uomo, di cui cerca di scoprire l'identità.
Grazie all'aiuto di un vicino di casa, Lorenzo (R. Bova), Giovanna riuscirà a scoprire l'identità e il triste segreto del passato di Simone. Simone in realtà è Davide Veroli, omosessuale ed ebreo scampato al rastrellamento ed alla deportazione del 1943, in cui dovette scegliere se avvertire il maggior numero di persone o l’amato (il vero Simone): scelse di avvisare la sua gente (e la donna che ora lo accudisce era una bambina salvata allora), Simone non si salvò, perciò Davide ha trascorso l'intera esistenza a rimpiangerlo.
Questo indurrà Giovanna a guardarsi dentro, capendo di aver perso i suoi sogni e passioni. Ma, nonostante una scappatella con Lorenzo, capisce che se andasse avanti perderebbe tutto, i suoi sogni e le persone che più ama e così decide di lasciare Lorenzo, che l'indomani deve partire per trasferirsi definitivamente per lavoro.
Giovanna fa un'importante quanto veritiera riflessione sull'importanza della memoria, che costituisce la nostra più vera identità e ci aiuta a capire non solo chi siamo, ma anche chi saremo, perché il nostro vissuto influenza le nostre scelte future.

Commento: è vero, è il 'solito' film italiano, con storie e personaggi sfigati, però questa volta finisce bene e la morale non è proprio scontata in un panorama cinematografico in cui le corna e le famiglie sfasciate sono la normalità. Complice la favolosa canzone di Giorgia, Gocce di memoria. Sgradevole la solita, inutile scena di letto fra i due coniugi.

Altre recensioni:
- Almudi (assente)
- Mymovies

domenica 8 luglio 2012

Il debito ****


Regia: John Madden
Attori principali: Sam Worthington, Ciarán Hinds, Helen Mirren, Tom Wilkinson, Jessica Chastain, Jesper Christensen
Paese di produzione e anno di uscita in Italia: USA - 2011
Titolo originale: The Debt
Durata: 114'

Trama: 1966, Berlino Est. Rachel (Helen Mirren), David e Stephan sono tre giovani agenti del Mossad, incaricati di catturare il criminale nazista Vogel (Jesper Christensen), altrimenti noto come “il chirurgo di Birkenau”, e di farlo arrivare in Israele per il processo che gli spetta. Qualcosa va storto e Rachel, per impedirne la fuga, è costretta ad ucciderlo a Berlino. Giustizia è comunque fatta e per trent'anni i tre vengono celebrati in patria come eroi, chiamati a raccontare l'impresa in scuole e conferenze e, infine, a finire nero su bianco sul libro di memorie redatto dalla figlia di Rachel e Stephan. Ma hanno mentito. Il nazista è ancora vivo. Tocca alla donna rimettersi su un aereo diretto in Ucraina per saldare il debito con la propria coscienza, la propria famiglia e il proprio popolo.

Commento: recitazioni strepitose per una storia ben congeniata e ben sceneggiata (i piani temporali si intersecano perfettamente e aiutano a capire meglio i caratteri dei personaggi). Notevoli gli spunti di riflessione sulla verità e la finzione, sulla morale e la coscienza. Verso la fine, in maniera del tutto inutile, c'è un accenno ad una scena di sesso di cui non si vede nulla.

Altre recensioni:
- Almudi (3 stelle - con inconvenienti)
- Mymovies

Schindler's List §

Regia: Steven Spielberg
Attori principali: Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle
Paese di produzione e anno di uscita in Italia: USA - 1993
Titolo originale: Schindler's List
Durata: 195'

Trama: Cracovia, 1939. L'industriale tedesco Oskar Schindler, bella presenza e temperamento avventuroso, manovrando i vertici nazisti tenta di rilevare un fabbrica per produrre pignatte e marmitte. Già reclusi nel ghetto di Podgorze, ed impossibilitati a commerciare, alcuni ebrei vengono convinti da Schindler a fornire il denaro per rilevare l'edificio: li ripagherà impiegandoli nella fabbrica, pagandoli con utensili da scambiare e sottraendoli al campo di lavoro comandato dal sadico criminale tedesco Amon Goeth. Dopo aver ricevuto la breve visita di Emilie, la moglie che subito torna in Moravia vista la vita di libertino impenitente del marito, Schindler, sempre più nelle grazie dell'alto comando nazista e di Goeth, costruisce un campo per i suoi operai, dove le milizie non possono entrare senza la sua autorizzazione. Infine, scatenatosi lo sterminio, decide di attivare, dando fondo a tutte le sue risorse finanziarie, una fabbrica di granate nella natia Brinnlitz. Con l'aiuto dell'inseparabile Itzhak Stern, il contabile ebreo, compila una lista di 1100 persone ebree perché vengano a lui affidate come operai. Mentre gli uomini arrivano a destinazione, le donne vengono per errore tradotte ad Auschwitz, e solo con grande rischio ed impiegando a fondo risorse e conoscenze, Schindler riesce a strapparle alla morte. Per sette mesi la fabbrica produce appositamente granate difettose, finché l'armistizio non trova l'industriale senza denaro. Questi riesce a sfuggire alla vendetta dei nazisti e alla singolare posizione che vive nei confronti dei vincitori, che lo vedono come un collaborazionista.

Commento: Spielberg è un genio assoluto e gestisce oltre tre ore di film in bianco e nero con maestria tale da inchiodarti al video. Certo che la figura del protagonista, per quanto in qualche passaggio sia eroica e vincente, resta ambigua: donnaiolo (diversi nudi femminili che appaiono nel film), cinico, affarista senza scrupoli, ... fino alla fine non sai se il suo fine sia stato veramente salvare gli Ebrei oppure fare i soldi alle spalle della guerra. Per quanto valga il confronto, il nostro Perlasca (su cui l'ottimo film di Alberto Negrin) vale cento volte tanto.

Altre recensioni:
- Almudi (assente)
- Mymovies